{"id":139,"date":"2015-04-11T00:12:22","date_gmt":"2015-04-10T22:12:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/?page_id=139"},"modified":"2015-04-18T16:15:48","modified_gmt":"2015-04-18T14:15:48","slug":"incontro-con-limpressionismo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/?page_id=139","title":{"rendered":"Incontro con l&#8217;Impressionismo"},"content":{"rendered":"<h1>Incontro con l&#8217;Impressionismo<\/h1>\n<p>Vincenzo Ciardo \u00e8 stato, in verit\u00e0, il mio primo maestro in pittura.<\/p>\n<p>Nel 1940 ebbi notizia che all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli s\u2019istituiva un \u201cCorso Libero di Paesaggio\u201d e mi iscrissi.<br \/>\nIn un piccolo gruppo si andava fuori a dipingere all\u2019aperto con cassettina, cavalletto e sgabellino.<br \/>\nNon ho ricordo di come ci trasferivamo cos\u00ec armati in campagna ad Agnano o a Capodimonte, o al Vomero alla Floridiana. Ricordo invece che ad Agnano in una triste grigia mattina di febbraio Ciardo mi spieg\u00f2: \u00abIn questo cielo, in questa atmosfera di Napoli c\u2019\u00e8 nel colore dell\u2019aria, nel colore che avvolge le cose sempre un po\u2019 di rosa. Una punta di terra di Pozzuoli ti d\u00e0 il tono dell\u2019atmosfera napoletana: \u00e8 il colore da unire a tutte le cose\u00bb.<br \/>\nE nell\u2019atmosfera di quel mattino d\u2019inverno i pini scuri, radi e alti sull\u2019orizzonte, il ramificarsi della vite spoglia si disegnarono con le loro chiome in un timido poetico vibrare grigio rosato del cielo. (Il quadruccio si perse nei meandri dell\u2019Accademia di Napoli, ove Ciardo volle conservarlo.)<\/p>\n<p>In Floridiana il maestro scherzava alle mie spalle, disapprovando il tema che avevo scelto: \u00abDove c\u2019\u00e8 la visione pi\u00f9 complicata da risolvere, l\u00e0 si va a piazzare lei!&#8230;\u00bb<br \/>\nCon molto tatto mi induceva a trasferirmi con sediolino, cassetta e cavalletto dinanzi ad altro soggetto pi\u00f9 semplice, in ogni caso pedagogicamente pi\u00f9 equilibrato per i miei sforzi di principiante. Nacque cos\u00ec il &#8220;Platano invernale&#8221; della Floridiana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_115\" aria-describedby=\"caption-attachment-115\" style=\"width: 206px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-115 size-medium\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51-206x300.jpg\" alt=\"Platano invernale\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-115\" class=\"wp-caption-text\">Platano invernale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Girando vigile fra noi, Ciardo si avvicinava alle mie spalle, mentre mi stavo arrabattando con quei pennelli-scopini (cos\u00ec giudicavo i pennelli di setola) che mi insegnava ad usare, su quel pezzo di compensato ruvido e riarso per una sottopreparazione primordiale (secondo la ricetta ricevuta!). \u00abEh!&#8230;\u00bb \u00abPer\u00f2&#8230;\u00bb diceva quasi fra s\u00e9 il Maestro. E mi invitava a non toccare pi\u00f9 oltre questa o quella parte del dipinto appena abbozzato. \u00abLasci cos\u00ec quest\u2019albero contro il cielo, solo accentui qui nel primo piano questa agave, cos\u00ec con una pennellata decisa\u00bb e guidava la mia mano a quel tocco sapiente, per cui il cespo si stacca dall\u2019insieme con una forza fin eccessiva rispetto al resto!<\/p>\n<p>A Camaldoli gli alunni dell\u2019Accademia, che avevano frequentato il Liceo Artistico e perci\u00f2 sapevano disegnare e conoscevano la prospettiva, realizzavano meglio di me le strutture architettoniche. Eppure con stupore del Maestro, attraverso il buio, rozzo e maldestro, dei miei due archi, due brani di paesaggio luminoso, pieni di vita, sono realizzati nei colori luce dell\u2019atmosfera, che gli Impressionisti francesi hanno conquistato alla visione moderna (Paesaggio, fig. 6).<\/p>\n<figure id=\"attachment_116\" aria-describedby=\"caption-attachment-116\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/61.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-116 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/61.jpg\" alt=\"Paesaggio\" width=\"180\" height=\"231\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-116\" class=\"wp-caption-text\">Paesaggio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Impressionisti, di cui io non avevo visto mai un\u2019opera e ignoravo perfino l\u2019esistenza. (Nei miei studi classici le mie cognizioni erano a stento maturate alla capacit\u00e0 di distinguere un arco romanico da uno gotico. Non pi\u00f9 oltre).<br \/>\nRicordo con quale gioia scoprii che, ove gli alberi si collocavano in profondit\u00e0, una pennellata azzurra riusciva a rendere la densit\u00e0 del verde, lo faceva apparire pi\u00f9 intenso, ombroso, lontano.<br \/>\nPi\u00f9 tardi, dedicata ormai all\u2019insegnamento della Storia dell\u2019Arte, compresi anche nella teoria, e perci\u00f2 consapevolezza critica, il significato della novit\u00e0 coloristica realizzata per la prima volta da Corot nel quadro famoso de \u201cIl ponte di Anagni\u201d.<br \/>\nSulle pareti di casa mia i paesaggi di mio nonno, accurato e nobile pittore neo-classico e purista (Max Hauschild, 1810-1895), ignoravano quella luce, che ormai i miei occhi sempre pi\u00f9 chiaramente individuavano negli effetti del \u201cplein air\u201d.<br \/>\nCiardo mi portava per quella strada e, come accade in questi casi, io andavo e non sapevo dove&#8230; Con quei terribili pennelli di setola e quella grattuggiosa preparazione sulla mia tavoletta.<\/p>\n<p>Una mattina di primavera pioveva. Dovemmo rinunziare ad andare fuori. Ciardo compr\u00f2 un rametto di \u201cmandorlo fiorito\u201d, appena sbocciato, una primizia, e lo colloc\u00f2 su un rozzo vasetto di coccio bruno. Grigio-biancastra, arida e morta, era la parete dell\u2019aula in cui ci sistemammo a dipingere per non perdere del tutto la mattinata.<br \/>\nEro veramente avvilita. \u00abEcco ci siamo. Ora eccomi a dipingere i \u201cmandorli in fiore\u201d&#8230;\u00bb Mio padre, per contrastare la mia passione per la pittura ed evitare che insistessi con quel desiderio di andare al Liceo Artistico, all\u2019Accademia, aveva sempre ripetuto: \u00abCosa vuoi fare? dipingere \u201cmandorli in fiore\u201d come la signorina Immacolata?\u00bb e mi prospettava l\u2019immagine di una conoscente zitella, pittrice infaticabile di fiori \u2013 mandorli, gigli, rose ecc. \u2013 , prodotti sdolcinati, retorici di un vieto sentimentalismo ottocentesco. \u00abEcco ci siamo. Ora imparo a dipingere i mandorli in fiore, come le signorine educande che vanno a scuola dalle monache: Maria Ausiliatrice, Santa Dorotea, o che so io&#8230;\u00bb.<br \/>\nCon il mio pennello-scopino mi arrabatto a stendere un fondo grigio perla sulla mia tavoletta mal preparata. Poi con cautela:<br \/>\n\u00abChe delizia questo boccio rosa qui, &#8230;questo per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 chiaro, quest\u2019altro invece ha un petalo che appare pi\u00f9 intenso, rispetto a quest\u2019altro&#8230;\u00bb Ma che disastro!<br \/>\nUn tratto bruno deciso indica la direzione diagonale del ramo.<br \/>\nCon timida emozione persevero a collocare ora uno, ora un\u2019altro tocco di quei rosa che tentano di rendere la diafana delicatezza dei fiorini, che sbocciano ora a destra, ora a sinistra del nudo rametto.<br \/>\nMa quel fiorellino prezioso ha un raffinatissimo disegno di contorno, deliziosi pistillini!&#8230; Poich\u00e9 non mi riesce di concludere nulla con le informi timide macchie, che la tecnica, prospettatami dal Maestro, mi faceva realizzare, decido, con interiore crollo di umiliante umilt\u00e0, \u00abora provo a fare come i mandorli nelle cartoline delle educande delle suore, disegner\u00f2 anch\u2019io preziosi contorni, delicatissimi pistillini!&#8230;\u00bb<br \/>\nAhim\u00e8, impresa impossibile con quei pennelli di setola, quella grezza sottopreparazione!&#8230; \u00abNeppure i fiori della signorina Immacolata sapr\u00f2 mai fare&#8230;\u00bb Al colmo della disperazione, sto l\u00ec l\u00ec per sciogliermi in lacrime.<br \/>\n\u00abPer\u00f2!\u00bb risuona alle mie spalle la voce del Maestro. \u00abProfessore, non so farli\u00bb. \u00abSi alzi. Eh!&#8230; Per\u00f2!&#8230;\u00bb<br \/>\nIncredibile! Il ramoscello \u00e8 proprio l\u00ec fragile e vivo, vibrante in quei tenui tocchi di rosa, piccole macchie di vari toni, collocati intorno al rozzo stelo bruno nell\u2019ancor pi\u00f9 rozzo vaso di coccio sul fondo grigio appena accennato. Incredibile!. \u00abQuesta \u00e8 pittura impressionista! Non farci pi\u00f9 nulla.\u00bb E mi guid\u00f2 ancora una volta la mano, in modo delicatissimo, a mettere qualche lieve tocco di verde. Appena, appena. \u00abPoi pi\u00f9 nulla. Sta bene cos\u00ec!!\u00bb<br \/>\n\u00c8 vero. Incredibile! (&#8220;Mandorlo fiorito&#8221;)<\/p>\n<figure id=\"attachment_117\" aria-describedby=\"caption-attachment-117\" style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-117 size-medium\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71-231x300.jpg\" alt=\"Mandorlo fiorito\" width=\"231\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71-231x300.jpg 231w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-117\" class=\"wp-caption-text\">Mandorlo fiorito<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abOggi hai fatto un capolavoro\u00bb dice Ciardo con il suo fare semplice e pacato e, con grande semplicit\u00e0 e pacatezza mi spiega: \u00abPerch\u00e9, vedi, un capolavoro si ha quando c\u2019\u00e8 coerenza fra l\u2019oggetto, lo stato d\u2019animo e la resa pittorica. Di qualunque entit\u00e0 sia il risultato quello \u00e8 un \u201ccapolavoro\u201d\u00bb.<br \/>\nMolto pi\u00f9 tardi mi resi conto che la spiegazione corrispondeva al concetto di \u201cbellezza\u201d nel pensiero della filosofia della scolastica di S. Bonaventura: \u201cBellezza \u00e8 un rapporto di uguaglianza\u201d.<br \/>\nMai avrei capito il senso profondo di questa medioevale asserzione senza quella ermetica spiegazione di Ciardo riguardo al mio modestissimo primordiale \u201cfior di mandorlo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro con l&#8217;Impressionismo Vincenzo Ciardo \u00e8 stato, in verit\u00e0, il mio primo maestro in pittura. Nel 1940 ebbi notizia che all\u2019Accademia di Belle Arti di Napoli s\u2019istituiva un \u201cCorso Libero di Paesaggio\u201d e mi iscrissi. In un piccolo gruppo si andava fuori a dipingere all\u2019aperto con cassettina, cavalletto e sgabellino. 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