{"id":145,"date":"2015-04-11T00:20:07","date_gmt":"2015-04-10T22:20:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/?page_id=145"},"modified":"2015-04-11T00:38:28","modified_gmt":"2015-04-10T22:38:28","slug":"allaccademia-di-belle-arti-di-roma-problemi-tonali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/?page_id=145","title":{"rendered":"All&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma. Problemi tonali"},"content":{"rendered":"<h1>All&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma.<\/h1>\n<h2>Problemi tonali<\/h2>\n<p>Le prime due classi nell\u2019Accademia segnarono una tappa notevole con il passaggio dalla tecnica impressionistica (alla Vincenzo Ciardo) a composizioni tonali con pasta di colore elaborate sulla tavolozza secondo la guida del maestro Peppino Piccolo. Genialmente egli aveva scelto a suo assistente, e nostro aiuto, il pittore Sante Monachesi, personaggio originale e colorista eccezionale.<br \/>\nIl maestro titolare della cattedra orientava l\u2019insegnamento secondo due finalit\u00e0:<br \/>\n1. riportare la pittura su parete;<br \/>\n2. realizzare pittura tonale a piena pasta sull\u2019esempio di Giorgio Morandi.<\/p>\n<p>Dal quadretto casalingo alla composizione a olio ad ampi piani tonali&#8230; La preparazione con disegno a carbone si riportava su tela a realizzare il dipinto.<br \/>\nSpecializzato in scenografia per l\u2019arte teatrale e cinematografica, Piccolo creava per noi fondali particolari sul podio, ove collocava la modella. Particolarissima fu la composizione \u2013 a mo&#8217; di circo \u2013 su cui fu collocata la modella, da noi soprannominata \u201cGenoveffa la racchia\u201d. Ancora giovane, decisamente grassa, aveva per\u00f2 la dote di stare in posa con arte.<br \/>\nLa sua presenza di spirito aiutava il lavoro ed il mio disegno riusc\u00ec soddisfacente. Ma il giorno dopo Genoveffa non si present\u00f2 (dopotutto era una modella ricercata!).<\/p>\n<figure id=\"attachment_123\" aria-describedby=\"caption-attachment-123\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/111.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-123\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/111.jpg\" alt=\"Fig. 11 - Sonia\" width=\"180\" height=\"245\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-123\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 11 &#8211; Sonia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Realizzai allora un bozzetto con quel fondale dai toni accordati con gusto notevole. Al quadretto detti l\u2019appellativo \u201cSonia\u201d (fig. 11). Fu esposto alla Mostra giovanile del 1950.<br \/>\nIn quell\u2019occasione uno scontro con il pittore Monachesi determin\u00f2 un importante insegnamento.<br \/>\nSulla grande tela riportai il disegno con i toni di colore, elaborati il giorno precedente. Ma la esuberante modella con il suo chiaro incarnato mi dava ogni sorta di difficolt\u00e0: il nudo rosa, che cercavo di intonare nella composizione coloristica gi\u00e0 determinata, non vi si accordava.<br \/>\n\u00abCos\u2019\u00e8 questa saponetta!?!\u00bb criticava Monachesi, impietoso. \u00abNon puoi risolvere la figura con il \u201crosa\u201d\u00bb, tuonava il rimprovero, \u00abhai gi\u00e0 determinato il nudo sulla base del chiaro della tela. Devi mettere questo colore&#8230;\u00bb<br \/>\nCarponi per terra, in due, grattavamo con la spatola il tono sbagliato.<br \/>\n\u00abNon posso trattare questa mole femminile quale&#8230; pallida oliva!\u00bb (Era di moda!).<br \/>\nCon siffatti argomenti si protraeva la disputa. I miei sforzi nella ricerca di un \u201crosa\u201d pi\u00f9 adatto fallirono e la tela vuota nel quadro incompiuto rimase il colore tonale giusto (Composizione tonale, fig. 12).<\/p>\n<figure id=\"attachment_124\" aria-describedby=\"caption-attachment-124\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/121.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-124\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/121.jpg\" alt=\"Fig. 12 - Composizione tonale\" width=\"180\" height=\"236\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-124\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 12 &#8211; Composizione tonale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Solo pi\u00f9 tardi&#8230; pi\u00f9 tardi compresi che solo quel colore luminoso giallino e freddino poteva suonare accordato nell\u2019insieme tonale che avevo creato.<br \/>\nE solo pi\u00f9 tardi&#8230; pi\u00f9 tardi mi maturai alla comprensione che il soggetto prescelto deve essere quello determinante per l\u2019accordo tonale.<br \/>\nE la ricerca dell\u2019incarnato femminile divenne nel ritratto la mia ricerca fondamentale: \u201cil fior di pesco\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019Accademia negli anni seguenti (1950-51 e 1951-52) realizzavo atmosfere diverse, pi\u00f9 limpide, trasparenti, con sovrapposizioni di colori velati. L\u2019esperienza dell\u2019acquerello produceva i suoi effetti.<br \/>\nI nuovi professori (Cipriano Efisio Oppo, Marcello Avenali) mi lasciavano pi\u00f9 libera; del resto avevo un\u2019et\u00e0 non pi\u00f9 di giovane studentessa.<\/p>\n<p>Una nuova visione percettiva mi portava a risolvere l\u2019immagine in piani coloristici e ritmi delle forme vibranti nell\u2019atmosfera (\u201cPaesaggio a Villar Pellice\u201d; \u201cNudo\u201d). Una via allo sfaldamento impressionistico dell\u2019immagine verso l\u2019astrattismo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_151\" aria-describedby=\"caption-attachment-151\" style=\"width: 189px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/82.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-151\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/82-189x300.jpg\" alt=\"Fig. 21 - Maternit\u00e0\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/82-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/82.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 189px) 100vw, 189px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-151\" class=\"wp-caption-text\">Fig. 21 &#8211; Maternit\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p>I corsi di affresco che frequentai nell\u2019aula dell\u2019anziano nobile artista Ferruccio Ferrazzi (1952-53), dopo il diploma di pittura, determinarono un mio interesse particolare per la conoscenza degli effetti tonali delle diverse sottopreparazioni nella tempera e nell\u2019affresco. I mezzi di preparazione classica: la terra verde, la terra rossa di Pozzuoli, il color \u201ctan\u00e9\u201d, colore del guscio della castagna (individuato per Stefano Fiorentino nello studio del professor Longhi) divennero oggetto della mia sperimentazione.<\/p>\n<p>Di qui, pi\u00f9 tardi, mi avventurai negli effetti tonali mediante sottopreparazione a colori puri ad acquerello. Ne feci uso per molti anni nei grandi quadri a olio.<\/p>\n<p>E il \u201crosa\u201d divenne il tono prediletto. (Maternit\u00e0, fig. 21).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma. Problemi tonali Le prime due classi nell\u2019Accademia segnarono una tappa notevole con il passaggio dalla tecnica impressionistica (alla Vincenzo Ciardo) a composizioni tonali con pasta di colore elaborate sulla tavolozza secondo la guida del maestro Peppino Piccolo. 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