{"id":162,"date":"2015-04-12T00:17:09","date_gmt":"2015-04-11T22:17:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/?page_id=162"},"modified":"2015-04-18T16:33:02","modified_gmt":"2015-04-18T14:33:02","slug":"tema-karmico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/?page_id=162","title":{"rendered":"Tema Karmico"},"content":{"rendered":"<h1>Tema Karmico<\/h1>\n<h2>I \u201cCrocifisso ad un bivio montano\u201d (Estate 1940)<\/h2>\n<p>Spesso la scelta del tema della visione artistica procede dal subconscio, ed \u00e8 profetica e insieme catartica. Me ne resi conto, ritrovando un quadretto dipinto in Alto Adige. Interpretava un inquadratura frequente in quei paesaggi montani: \u201cil Crocifisso in legno al bivio fra due sentieri\u201d.<br \/>\nLa composizione mi aveva colpito d\u2019un tratto, mentre, con la cassetta dei colori in spalla, salivo il pendio: un segnale interiore, un \u201cclic\u201d come quando la macchina fotografica ferma sulla pellicola l\u2019immagine.<br \/>\nPrima di collocarmi con la mia attrezzatura l\u00ec a dipingere, vagai un poco pi\u00f9 in qua, un po\u2019 pi\u00f9 il l\u00e0, perch\u00e9 il paesaggio era particolarmente bello, ma dovetti constatare che la scelta del punto di vista era avvenuta in quel misterioso istante. Il tema simbolico, linguaggio occulto del destino, non si rivel\u00f2 allora alla mia coscienza.<br \/>\nFurono i valori formali a destare l\u2019interesse estetico: la proporzione delle superfici, i toni dei colori. La triangolazione tra la verticale del legno e le diagonali dei sentieri, nei loro particolari ritmi contrastanti, determinarono la scelta.<br \/>\nCon i miei modesti mezzi ritrassi quel \u201cCrocifisso al bivio\u201d entro un paesaggio montano, ancora tutto lieto di sole!<\/p>\n<h2>II \u201cVia Crucis\u201d (Estate 1943)<\/h2>\n<p>Tra i monti dell\u2019Appennino nell\u2019estate del 1943, a Tagliacozzo, anche dal subconscio, venne la scelta del tema: \u201cVia Crucis\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_229\" aria-describedby=\"caption-attachment-229\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/17bis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-229\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/17bis-225x300.jpg\" alt=\"Via crucis\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/17bis-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/17bis.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-229\" class=\"wp-caption-text\">Via crucis<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche allora il pensiero cosciente non si ferm\u00f2 sul soggetto, n\u00e9 ne percep\u00ec il valore simbolico.<br \/>\nLa brulla montagna sullo sfondo dei monti, che si profilavano cupi all\u2019orizzonte rispondeva nei toni alla mestizia dell\u2019anima: \u201cVia Crucis\u201d , via del dolore accettato.<\/p>\n<p>Se avessi avuto la preparazione spirituale per<br \/>\nleggere quel \u201csegno\u201d nel mio cammino avrei<br \/>\nsaputo superare ben altrimenti la tentazione, che mi attanagliava in quei giorni e che le passeggiate solitarie e la vista di orridi dirupi alimentavano.<br \/>\nL\u2019immagine che allora realizzai nel mio piccolo quadro esprimeva una tristezza profonda; essa tuttavia ag\u00ec catartica per l\u2019intima dolce e rasserenante gioia che sa darmi ogni volta di nuovo la creazione artistica.<\/p>\n<h2>III Crocifisso (1955)<\/h2>\n<p>Ogni figlio che nasce \u00e8 una creatura destinata un giorno a morire.<\/p>\n<figure id=\"attachment_230\" aria-describedby=\"caption-attachment-230\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/33.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-230\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/33.jpg\" alt=\"Le due incognite: nascita e morte\" width=\"180\" height=\"265\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-230\" class=\"wp-caption-text\">Le due incognite: nascita e morte<\/figcaption><\/figure>\n<p>La madre che stringe al seno il bambino, vuole proteggerlo da quanto pu\u00f2 arrecargli sofferenza; ma nell\u2019amore materno \u00e8 sotteso l\u2019inconscio sentimento di proteggere il figlio dell\u2019ineluttabile destino di morte che lo attende.<br \/>\nElla gli ha dato la vita, ella non pu\u00f2 sottrarlo all\u2019altra vicenda, che concluder\u00e0 quella vita stessa. Nella composizione pittorica le due realt\u00e0 \u2013 nascita e morte \u2013 sono intrecciate nei segni \u2013 quasi simboli \u2013 delle incognite matematiche: X e Y. Dato X, quale sar\u00e0 l\u2019Y?<br \/>\nFra le incognite si muovono le possibilit\u00e0 del libero arbitrio, si articolano le vie del destino. La madre pu\u00f2 solo vigilare alle premesse, il suo amore dovr\u00e0 lasciare libert\u00e0 alla soluzione.<br \/>\n&#8220;Le due incognite: nascita e morte&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_231\" aria-describedby=\"caption-attachment-231\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/42.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-231\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/42.jpg\" alt=\"Madre e figlio\" width=\"180\" height=\"257\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-231\" class=\"wp-caption-text\">Madre e figlio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per chi vede proiettata nella realt\u00e0 spirituale la triade temporale qui raffigurata, la madre si rivela veicolo tra le \u201cdue porte\u201d. La \u201cnascita\u201d, momento di immersione nella esperienza terrena, la \u201cmorte\u201d, via di ritorno alla sfera celeste. In questa visione, la madre, natura generante, \u00e8 anche l\u2019\u201canima\u201d che custodisce il percorso dello spirito, dell\u2019 \u201cIo\u201d.<br \/>\nNel gesto tragico dell\u2019Y si conclude, e nella sofferenza si sublima, la forma umana; ma al di sopra del capo del morente, nuova luce circonda l\u2019evento che ripete il mistero dell\u2019amore che accomuna la testina del Bimbo al volto della Madre.<br \/>\n&#8220;Madre e figlio&#8221;<\/p>\n<h2>IV La \u201cVisione delle Stimmate\u201d (1958)<\/h2>\n<p>A La Verna, con le meditazioni sui \u201cFioretti\u201d, nella pace del verde dei prati e l\u2019ombra dei boschi, nella musicalit\u00e0 lieve delle fronde scosse dal vento ed il cinguettio alternantesi degli uccelletti, \u00e8 nato il lavoro sul ciclo giottesco di Assisi e l\u2019interesse per le vicende del primo centenario di vita del movimento francescano. I tocchi armoniosi delle campane dell\u2019Eremo rompono il silenzio, l\u2019atmosfera vive della preghiera dei frati e la devozione popolare vi attinge forze di fede.<br \/>\nA La Verna sono nate anche le prime pitture ispirate a quelle meditazioni e studi; esse per\u00f2 sono andate perdute.<br \/>\nNulla \u00e8 rimasto del paesaggio con la veduta dell\u2019Eremo, esposto a Bagnoregio nel 1958. Ma la composizione che avevo realizzato nel recinto del \u201cLetto di S. Francesco\u201d solo apparentemente \u00e8 andata perduta.<br \/>\nEntro lo squarcio montano, tra i sassi di rocca precipitati a valle, gli aceri, con i loro fusti cilindrici, da secoli si ergono in cerca del sole e della sua luce. Nelle ore tarde del mattino il sole fa piovere raggi che illuminano gli spalti pietrosi; le verdi fronde, vibrando, scintillano fin gi\u00f9 nell\u2019antro profondo.<br \/>\nSono salita al santuario dalla Beccia, per l\u2019antica mulattiera. Sulla schiena, a mo\u2019 di zaino, portavo la cassetta dei colori. Pensavo all\u2019umile francescano che, lontano nei secoli, saliva quel viottolo sassoso a raggiungere i luoghi sacri, ricordo del Santo, a cui si era votato.<br \/>\nMi sentivo spiritualmente unita nella fatica di quell\u2019ascesa.<br \/>\nDai frati mi fu permesso di organizzare il mio cavalletto nel piccolo spiazzo entro il recinto del luogo sacro. Ma non mi riusc\u00ec di portare a termine il lavoro, che avevo impostato secondo una composizione geometrica a triangolo, che precipitava in un vortice misterioso di ombre e di luci. Le nuvole sopraggiunte offuscarono il cielo, l\u2019ambiente si oscur\u00f2; inesorabile sopraggiunse la pioggia&#8230;<br \/>\nUn momento di ansia: ero chiusa li dentro?!<br \/>\nMa il monacello solerte non mi aveva dimenticata; venne ad aprire la porticina. Ero liberata; ma il quadro interrotto non fu completato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_233\" aria-describedby=\"caption-attachment-233\" style=\"width: 212px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/53.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-233\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/53-212x300.jpg\" alt=\"Le stimmate di S.Francesco\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/53-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/53.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-233\" class=\"wp-caption-text\">Le stimmate di S.Francesco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Solo molti anni dopo mi resi conto che l\u2019immagine di quella luce sfolgorante nel precipizio aveva ispirato la \u201cVisione del Crocifisso\u201d nella composizione del quadro delle \u201cStimmate\u201d, che oggi \u00e8 nella Biblioteca del Centro Studi Francescani ad Assisi.<br \/>\n&#8220;Le stimmate di S. Francesco&#8221;<br \/>\nL\u2019agitato aprirsi delle ali del Serafino mi si rivel\u00f2 metamorfosi resurrezionale della composizione: il triangolo acuto del precipizio del quadro incompiuto a La Verna \u00e8 qui dischiuso verso l\u2019alto in una esplosione di luce.<br \/>\nNel quadro, di grandi dimensioni, dipinto a olio con la tecnica a spatola, il Santo in estasi \u00e8 realizzato secondo una scomposizione di piani plastici di tipo cubista, ma la visione celeste si disfa nei tocchi dinamici e drammatici dell\u2019espressionismo. Personale partecipazione alla realt\u00e0 dell\u2019epoca. Esposto alla Biennale di Arte Sacra dello Antoniano a Bologna, l\u2019anno seguente il quadro sub\u00ec una correzione nell\u2019interpretazione del volto del Santo, la cui espressione ora \u00e8 pi\u00f9 intima, in s\u00e9 raccolta.<br \/>\nAll\u2019effigie del \u201cCristo\u201d che appare, nel dischiudersi disordinato della \u201ctriplice coppia di ali del Serafino\u201d, coscientemente ho serbato la foggia dell\u2019intellettuale dal volto rasato nell\u2019ovale affilato, dai corti capelli profilati intorno all\u2019orecchio scoperto. Immagine non tradizionale del Cristo-Ges\u00f9. In quell\u2019esperienza avevo compreso il dramma dell\u2019incarnazione moderna maschile. Nel \u201cCrocifisso\u201d avevo sentito la realt\u00e0 sofferta dell\u2019uomo della mia epoca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tema Karmico I \u201cCrocifisso ad un bivio montano\u201d (Estate 1940) Spesso la scelta del tema della visione artistica procede dal subconscio, ed \u00e8 profetica e insieme catartica. Me ne resi conto, ritrovando un quadretto dipinto in Alto Adige. 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