{"id":41,"date":"2015-04-09T00:18:20","date_gmt":"2015-04-08T22:18:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/?page_id=41"},"modified":"2015-04-18T16:13:01","modified_gmt":"2015-04-18T14:13:01","slug":"preparazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/?page_id=41","title":{"rendered":"Preparazione"},"content":{"rendered":"<h1>Preparazione<\/h1>\n<p>Nel 1937 avevo, finalmente, concluso la licenza liceale e, con un notevole esaurimento nervoso, avevo distrutto un amore giovanile, intenso e poetico, durato cinque anni. Di questo mai mi pentii; ma ben pi\u00f9 complicato era ed \u00e8 stato ritrovare una coerenza interiore, uno scopo nella vita, un nuovo orientamento alla mia individualit\u00e0 in grave crisi ai 21 anni.<br \/>\nPi\u00f9 di una volta avevo sentito il richiamo della pittura, in cui avevo mostrato istintive facolt\u00e0, evidente dote ereditata da un bisnonno materno (&#8220;Angolo di casa&#8221;);<\/p>\n<figure id=\"attachment_106\" aria-describedby=\"caption-attachment-106\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-106 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/1.jpg\" alt=\"Angolo di casa\" width=\"240\" height=\"195\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-106\" class=\"wp-caption-text\">Angolo di casa<\/figcaption><\/figure>\n<p>eppure ogni volta il destino si era mostrato poco favorevole. Da una carissima amica di famiglia ero stata condotta da Casciaro a mostrare un paesaggio a pastello (&#8220;La Floridiana&#8221;) che egli sinceramente apprezz\u00f2 con sua lode: \u00abma&#8230; volentieri mi avrebbe dato lezione\u00bb &#8230; \u00abma&#8230; era impegnato a San Rossore in quadri di paesaggi per la famiglia reale\u00bb.<\/p>\n<figure id=\"attachment_107\" aria-describedby=\"caption-attachment-107\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-107 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/21.jpg\" alt=\"La Floridiana\" width=\"240\" height=\"163\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-107\" class=\"wp-caption-text\">La Floridiana<\/figcaption><\/figure>\n<p>La medesima cara zia Babetta (vedova del pittore napoletano Eduardo Cortese) in una nuova occasione mi condusse da Caprile. Il maestro svolgeva corsi di pittura mattutini per allievi. Ormai libera da impegni scolastici avrei potuto frequentarli, ma il vecchio artista, affabilissimo, ma dolente, non poteva per il momento impegnarsi, era caduto e, sofferente, aveva al collo il braccio ingessato. L\u2019incontro fu rinviato ad epoca migliore, ma non molto dopo l\u2019artista, e Maestro, si spense.<\/p>\n<p>Nel 1937 mia sorella Millina, a sollievo della mia tristezza, mi aiut\u00f2 ad organizzare una lezione con la migliore alunna di Caprile. Ella mi insegn\u00f2 ad usare con metodo le matite colorate, con cui il Maestro aveva guidato al disegno i suoi alunni.<br \/>\nUna mattina la giovane amica scelse per me la visione di &#8220;Profilo di bimba&#8221;che posava per noi, ed io, con trepida emozione, assolsi il compito delizioso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_111\" aria-describedby=\"caption-attachment-111\" style=\"width: 205px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/32.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-111 size-medium\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/32-205x300.jpg\" alt=\"Profilo di bimba\" width=\"205\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/32-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/32.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 205px) 100vw, 205px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-111\" class=\"wp-caption-text\">Profilo di bimba<\/figcaption><\/figure>\n<p>Risult\u00f2 che il mio quadretto, pi\u00f9 di quello della improvvisata maestra, appagava la mamma della bimbina; ella avrebbe voluto averlo, ma la mia mamma si oppose; volle conservarlo lei! Il ritrattino fu testimonianza preziosa delle mie possibilit\u00e0 in quel campo, ma gli studi all\u2019Universit\u00e0 e lo sport travolsero di nuovo, ostacolandole, le mie tendenze artistiche.<br \/>\nIl piccolo quadretto, gelosamente custodito, si risolse per me in un vago pentimento per non avere appagato quella mamma. Un uguale sentimento provoca ancor oggi il &#8220;Ritratto di vecchietta&#8221; , realizzato con la medesima tecnica anni dopo a Carsoli nel 1943.<\/p>\n<figure id=\"attachment_113\" aria-describedby=\"caption-attachment-113\" style=\"width: 203px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/41.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-113 size-medium\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/41-203x300.jpg\" alt=\"Ritratto di vecchietta\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/41-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/41.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-113\" class=\"wp-caption-text\">Ritratto di vecchietta<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anche quello non volli cederlo; vivevo anche allora un periodo di crisi depressiva. Ero ormai in pittura meno inesperta, infatti in quegli anni avevo frequentato all\u2019Accademia di Napoli un corso serale di disegno dal gesso (1937-38) e poi il corso libero di \u201cpaesaggio dal vero\u201d del maestro Vincenzo Ciardo (1940-41 e 1941-42).<br \/>\nEsperienze gratificanti (lodate e premiate), ma saltuarie a causa dei ripresi impegni di studi universitari, poco graditi e via via pi\u00f9 faticosi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_115\" aria-describedby=\"caption-attachment-115\" style=\"width: 206px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-115 size-medium\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51-206x300.jpg\" alt=\"Platano invernale\" width=\"206\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51-206x300.jpg 206w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/51.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 206px) 100vw, 206px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-115\" class=\"wp-caption-text\">Platano invernale<\/figcaption><\/figure>\n<p>A Ischia, nei mesi di vacanze estive, realizzai con i colori ad olio piccoli gradevoli paesaggi. Vivono nel ricordo due esperienze interessanti.<br \/>\nLa signora Dorn, di cui avevo conosciuto la famiglia nelle belle feste durante l\u2019inverno, affettuosamente un pomeriggio nella villa estiva in alto sul Porto mi spieg\u00f2: \u00abIn una pittura di quel tipo, impressionista, conta la messa a fuoco dell\u2019emozione fondamentale\u00bb. Non compresi molto di quel gentile insegnamento, ma ero ingenuamente fiera che i miei quadretti fossero presi in considerazione con tanta seriet\u00e0.<br \/>\nPi\u00f9 divertente fu l\u2019incontro con il pittore-barbiere di Ischia, famoso artista primitivo dell\u2019isola, che gli amici tedeschi Buchner apprezzarono e contribuirono a valorizzare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_116\" aria-describedby=\"caption-attachment-116\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/61.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-116 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/61.jpg\" alt=\"Paesaggio\" width=\"180\" height=\"231\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-116\" class=\"wp-caption-text\">Paesaggio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Pioveva a dirotto e, per combinazione, eravamo rifugiati sotto l\u2019arco di un medesimo cortile. Ci salutammo cordialmente e io, novellina, ma fiera della mia esperienza, mostrai il quadretto in fieri (Il Castello, fig. 8). Con benevola sicurezza di artista realizzato egli mostr\u00f2 di apprezzarlo. Ne fui molto felice!<\/p>\n<p>Pi\u00f9 complessa la vicenda a Capri nel periodo gi\u00e0 di guerra: estate 1942. Non era consentito a dilettanti come me di dipingere paesaggi marini, ma fui gentilmente invitata dal pittore X ad accompagnarmi a lui, fornito di regolare permesso. In un fervido entusiasmo di lavoro, esplorando la costa con i nostri sandolini, ci fermavamo a dipingere, magari da una grotta, uno scorcio di rocce, il mare azzurrissimo e le onde spumeggianti. Purtroppo il nostro entusiasmo artistico risult\u00f2 incompreso dalla moglie di lui e dovemmo desistere, rinunziare al nostro lavoro (almeno io al mio&#8230;).<\/p>\n<figure id=\"attachment_117\" aria-describedby=\"caption-attachment-117\" style=\"width: 231px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-117 size-medium\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71-231x300.jpg\" alt=\"Mandorlo fiorito\" width=\"231\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71-231x300.jpg 231w, https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/71.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-117\" class=\"wp-caption-text\">Mandorlo fiorito<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il gentile pittore a Roma, volendomi aiutare su quella strada, magari professionale, mi present\u00f2 con i miei quadretti alla Galleria di piazza di Spagna \u2013 la Galleria Russo \u2013, nella quale egli esponeva e vendeva. Il verdetto fu doloroso, forse strano, tuttavia profetico. D\u2019accordo con il gallerista dichiararono che&#8230; \u00abio andavo per la strada della \u201cvera arte\u201d e quella non era galleria per me\u00bb. Testualmente, l\u2019amico pittore con umilt\u00e0 (quasi sadica) confess\u00f2: \u00abIo in fondo sono un prostituto dell\u2019arte, solo con il compromesso si vende\u00bb. Di fatto personalmente non sono mai riuscita a \u201cvendere\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_118\" aria-describedby=\"caption-attachment-118\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/81.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-118 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/81.jpg\" alt=\"Il Castello\" width=\"240\" height=\"141\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-118\" class=\"wp-caption-text\">Il Castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>In Alto Adige, sempre nelle vacanze estive, avevo fatto qualche tentativo di paesaggio realizzato con i pastelli; ma dopo l\u2019insegnamento di Ciardo, e l\u2019incontro con l\u2019impressionismo, dipinsi piccoli paesaggi a olio (Agave, fig. 9, Paesaggio, fig. 10), che furono doni graditi o talvolta compensi per qualche prestazione professionale (medico o altro&#8230;).<\/p>\n<figure id=\"attachment_120\" aria-describedby=\"caption-attachment-120\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/91.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-120 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/91.jpg\" alt=\"Agave\" width=\"180\" height=\"261\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-120\" class=\"wp-caption-text\">Agave<\/figcaption><\/figure>\n<p>Esperienza memorabile di quel periodo fu \u201cCrocefisso al bivio\u201d. A Tagliacozzo nel 1946 vagavo con la cassetta dei colori in spalla e, in solitaria tristezza, sceglievo temi religiosi. Come la \u201cChiesina di Corradino di Svevia\u201d risonante dell\u2019Ave Maria delle contadine, e la \u201cVia Crucis\u201d, affascinante di colori severi, caratteristici dell\u2019Appennino. In questo quadretto, che conservai con predilezione, dovevo riconoscere un\u2019inconscia scelta di \u201cmotivo Karmico di vita\u201d: \u201cVia Crucis\u201d. Misteri dell\u2019ispirazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_121\" aria-describedby=\"caption-attachment-121\" style=\"width: 240px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/101.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-121 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/101.jpg\" alt=\"Paesaggio\" width=\"240\" height=\"184\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-121\" class=\"wp-caption-text\">Paesaggio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1946, in inverno, ormai a Roma, frequentai i corsi serali al Circolo Artistico in via Margutta e vi esposi (1947) alcuni quadretti di paesaggi.<br \/>\nIn una critica, piuttosto favorevole, fu dichiarato &#8230; \u00abper\u00f2 non conosce \u00c7ezanne\u00bb. Mio padre, per anni, ci faceva le matte risate: \u00abeggi\u00e0, tu non conosci Zezanne\u00bb, a bella posta pronunziava spropositato il nome famoso.<br \/>\nUn notevole progresso rivelarono i due quadretti dipinti in autunno a Forio d\u2019Ischia, ospite dei baroni Tosti, genitori di una compagna di scuola ed amica, morta durante la guerra. I \u201cpini\u201d e gli \u201culivi\u201d in toni argentei, forieri d\u2019inverno, sullo sfondo dell\u2019Epomeo, furono esposti a una Quadriennale a Roma. (Ero gi\u00e0 fuori dal dilettantismo. Avevo proceduto da sola): l\u2019esperienza pittorica appagava sempre pi\u00f9 il mio animo. Eppure non solo \u00abnon conoscevo Zezanne\u00bb, ma neanche la storia dell\u2019arte rinascimentale e tanto meno quella moderna (a Napoli mi ero laureata in archeologia, in \u201cAntichit\u00e0 pompeiane\u201d). Per la pittura la mia cultura era tutta da ricominciare&#8230;<br \/>\nE ricominciai dopo la caduta del Fascismo, dopo un nuovo fallito fidanzamento, dopo il rifiuto del Comunismo, via Rasella e le Fosse Ardeatine. Fu un lungo travaglio, che per\u00f2 era destinato all\u2019incontro con l\u2019Antroposofia, luce insperata di rinnovate possibilit\u00e0 intellettuali ed artistiche.<\/p>\n<figure id=\"attachment_123\" aria-describedby=\"caption-attachment-123\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/111.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-123 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/111.jpg\" alt=\"Sonia\" width=\"180\" height=\"245\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-123\" class=\"wp-caption-text\">Sonia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1947 mi iscrissi all\u2019Accademia di Belle Arti di Roma che frequentai con grande interesse per 5 anni (1947-1952). Non fu semplice riprendere un\u2019ordinata attivit\u00e0 di lavoro e di studio. Le doti istintive della prima giovinezza si erano spente, ma sentivo di essere finalmente nel giusto; questo voleva la mia vita! (\u201cSonia\u201d; \u201cComposizione tonale\u201d) .<\/p>\n<figure id=\"attachment_124\" aria-describedby=\"caption-attachment-124\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/121.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-124 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/121.jpg\" alt=\"Composizione tonale\" width=\"180\" height=\"236\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-124\" class=\"wp-caption-text\">Composizione tonale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Con l\u2019Antroposofia incontrai anche il nuovo amore: l\u2019artista, che mio padre aveva inconsciamente temuto nel mio destino, ed aveva cercato di tenermi lontana dall\u2019ambiente, che sentiva mi avrebbe attirato nella sue spire.<br \/>\nCon i suoi saggi consigli era riuscito a evitare che frequentassi il Liceo Artistico prima, la Facolt\u00e0 di Architettura dopo. \u00abGli artisti hanno una rotella per traverso, e tu gi\u00e0 sei cos\u00ec stramba!&#8230;\u00bb \u00abMeglio gli studi classici!\u00bb<br \/>\nL\u2019incontro fatale fu ritardato di dieci anni e l\u2019artista geniale, che apr\u00ec il mio cuore e la mia mente a pi\u00f9 vasti orizzonti, di fatto, non \u00e8 riuscito, per suo destino, a disciplinare quella \u201crotella\u201d, che ne doveva segnare un fatale doloroso destino. Me ne sono salvata io?!? A trent\u2019anni ero ormai nella mia strada ritrovata e, con fiducia strenuamente ho proseguito&#8230;<\/p>\n<p>Dal catalogo delle Mostre si deduce che \u00abNon si pu\u00f2 dire che non abbia cercato di&#8230; \u201csfondare in arte\u201d, ma salve qualche rara critica o lode a voce, non ebbi mai la \u201cventura\u201d di \u201cvendere un quadro\u201d!\u00bb D\u2019altro canto, forse perch\u00e9 non indulgevo al \u201ccompromesso\u201d, come era stato decretato e predetto, procedevo sempre in nuove esperienze e non avevo mai la possibilit\u00e0 di fare una mostra personale con sufficienti opere di eguale tenore.<br \/>\nMolto a lungo non fu neppure chiaro dove andasse la mia \u201cricerca\u201d, che si alimentava a una duplice esperienza: esteriore naturalistica, accademica, che, nella pittura a olio, passava dall\u2019\u201cimpressionismo\u201d ad un sempre pi\u00f9 evidente \u201cespressionismo\u201d; dal paesaggio, in cui ero pi\u00f9 naturalmente portata, si evolveva allo studio della figura e del ritratto.<br \/>\nDa un\u2019altro lato, introdotta dal pittore Beppe Assenza allo studio della pittura basato sulla \u201cteoria dei colori\u201d di Goethe, sperimentavo nuove tecniche dell\u2019acquerello e gli effetti straordinari di una crescita interiore ad opera della \u201ccreazione dal puro colore\u201d .<\/p>\n<figure id=\"attachment_126\" aria-describedby=\"caption-attachment-126\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/141.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-126 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/141.jpg\" alt=\"Fuga in Egitto\" width=\"180\" height=\"260\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-126\" class=\"wp-caption-text\">Fuga in Egitto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella scuola del Maestro Assenza anche si realizz\u00f2 la mia \u201cmaturazione all\u2019espressionismo\u201d che l\u2019atavica tendenza (classica) rifiutava.<br \/>\nSul fondo reso grigio uniforme si era guidati a evidenziare piani di luce e tenebre con crescente&#8230; perizia e interpretazione psicologica.<br \/>\n\u00abNon posso e non voglio ritrarre questa modella! \u00c8 brutta\u00bb! La mia visione tradizionale concepiva ispiratrice l\u2019anima entusiasta del bello. \u00abDevi sentire l\u2019angelo sofferente in lei!\u00bb ammoniva il Maestro. Questa moderna concezione artistica richiedeva \u201cpi\u00f9 amore\u201d, non gi\u00e0 dipingere \u201canche il brutto\u201d come in una disputa al Circolo di via Margutta avevo creduto di dover accettare quale soggetto dell\u2019arte (cio\u00e8 non gi\u00e0 solo le Paoline canoviane e le figure idealizzate).<br \/>\nCos\u00ec va compreso Lautrec!<\/p>\n<figure id=\"attachment_127\" aria-describedby=\"caption-attachment-127\" style=\"width: 180px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/151.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-127 size-full\" src=\"https:\/\/www.margheritagabrielli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/151.jpg\" alt=\"Destini femminili\" width=\"180\" height=\"224\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-127\" class=\"wp-caption-text\">Destini femminili<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le due esperienze s\u2019influenzarono a vicenda. Lo studio accademico mi portava ad una visione pi\u00f9 ampia e grandiosa del figurativo e ad una ricerca pi\u00f9 raffinata nella figura e nel ritratto. Lo studio meditativo sul colore \u2013 negli esercizi ad acquerello, proposti dal Maestro antroposofo \u2013 potenziava il colore con effetti nuovi, sia nella visione realistica, che nella creazione di temi compositivi, ideati dal sentimento. Colori in accordi puramente estetici, realizzati a strati trasparenti sovrapposti, determinavano immaginazioni di carattere nuovo, fluenti, simboli di stati d\u2019animo, tratti dall\u2019inconscio (&#8220;Fuga in Egitto&#8221;;\u00a0 &#8220;Destini femminili&#8221;).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Preparazione Nel 1937 avevo, finalmente, concluso la licenza liceale e, con un notevole esaurimento nervoso, avevo distrutto un amore giovanile, intenso e poetico, durato cinque anni. 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